«Che m’importa la gloria, quando io scrivo per il pane?»
Così scriveva Fëdor Michajlovič Dostoevskij in una lettera al fratello
Michail datata 1839.

Abbiamo chiesto ai membri di Progetto Santiago di trarre ispirazione
da questa frase, per regalarci un testo breve, scritto in assoluta libertà.
Ne è nata una raccolta variopinta: testimonianze, poesie, riflessioni,
scherzi letterari, stralci biografici, racconti. È tutto insieme, unito
solo da quella frase, non a caso estrapolata da una lettera privata di
uno dei massimi scrittori di sempre: una frase in grado di portare
all’attenzione il fatto che scrivere è, può essere, dovrebbe essere
(anche) un mestiere.

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Che mi importa la gloria | Il libro

Il nostro primo libro: un oggetto esclusivo, destinato a pochi, pregiato e fuori commercio ///// Scopri come riceverlo a casa

Introduzione — Fëdor Dostoevskij (1821-1881) ha sempre fatto solo lo scrittore. Nel senso: ci ha […]

Alessandro Bastasi

L’idea ce l’avevo, l’obiettivo anche, ben chiaro in testa. Mi ero pure munito di un […]

Rosario Palazzolo

Che m’importa della gloria, mai importata, a me, la gloria, in effetti, e mai fatto […]

Elena Mearini

Io non so, dove portare l’agonia delle parola, non so come frenare l’emorragia del senso, […]

Emilia Marasco

È una questione di associazione di idee o di sinapsi, penso al grande russo che […]

Marino Magliani

Quando scrivo un romanzo o un racconto, non lo faccio mai per il pane, ben […]

Franco Limardi

Un sorriso largo e un «Bravo!» pronunciato con convinzione, poi la classica domanda che echeggia […]

Giampaolo Simi

Quando penso alla scrittura, penso al pane, mica alla gloria. Per forza. Il pane è […]

Silvia Tebaldi

Lidia Valdes, autrice di racconti e due romanzi. Smette di scrivere nel giugno 2008, durante […]

Marta Baiocchi

Aveva cominciato parlando alle piante. A una pianta, cioè, che aveva in un vasetto sul […]

Gianni Montieri

L’uomo infila la chiave nella toppa dell’appartamento. Gira la chiave e entra. Si toglie il […]

Heman Zed

Lo scriba indossò le vesti migliori, lustrò i sandali, respirò a fondo e attraversò i […]

Patrick Fogli

Confesso, sono schizofrenico. Lo confesso, così chiariamo subito il concetto. E siccome sono schizofrenico, fra […]

Laura Liberale

Ergotica, con endecasillabo finale la gloria companatica, l’azzima gloria cornuta gloria segaligna herpes et Claviceps […]

Paola Ronco

La donna cammina altera nella polvere della battaglia, e sulle prime il generale pensa a […]

Fabio Bussotti

Un giorno, mi ritrovai in una storia. Mi dissero che era la mia. Siccome ho […]

Giovanna Zulian

Caro Fёdor, torno spesso alle tue parole, quando mi pongo delle questioni sulla scrittura. Quella […]

Claudia Boscolo

Scrivere a pagamento oggi. Sarò prosaica, ma penso subito al giornalismo precario a due euro […]

Stefano Domenichini

Pensiamo a un albergo dove vivono degli artisti, scrittori, pittori, musicisti, non gli affiliati del […]

Carlo Cannella

Avevo cominciato a scrivere racconti molto presto, appena uscita dalle mortificazioni dell’adolescenza. All’inizio era stato […]

Giulia Fazzi

Guardalo. Seduto al tavolo sul piccolo palco, ostenta sorrisi e sicurezza. Guarda come riesce ad […]

Antonio Paolacci

A quarant’anni guardando la tv a un certo punto ho realizzato di essere uno scrittore […]
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