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Si può fare

di Antonio Paolacci
20 ottobre 2014

 

 

Scrivo questo editoriale a poche ore dalla messa online del sito che lo conterrà. Fino a un attimo fa pensavo che avrebbe dovuto essere una specie di ennesima analisi più o meno seria della situazione editoriale, un discorso riassuntivo che introducesse a questa cosa che chiamiamo Progetto Santiago. Ma adesso, ora che mi sono seduto a scriverlo, credo proprio che non sia il caso di propinarvi l’ennesimo pippone sulle cose che vanno male. Non più.
Da quando questa idea è nata nella mia testa, io stesso l’ho definita folle. Poi, però, tra la fine del 2013 e i primi mesi del 2014, ho iniziato a parlarne con alcuni amici scrittori ed è divampata come la luce in Frankenstein Junior. La frase che dicevo era per altro la stessa: si può fare.
È vero che questa idea può essere considerata folle, così come è vero che per descriverla occorre essere chiari, usare tante precisazioni per evitare fraintendimenti, ma è anche vero che, al netto di tutto, è un po’ un uovo di Colombo e per certi aspetti è un’idea semplicissima. Si tratta di fare da soli, ma si tratta di unirci per farlo. Si tratta di essere innovativi ma nel contempo di tornare alle origini stesse dell’editoria.
Noi che componiamo lo zoccolo duro di Progetto Santiago, noi che lo abbiamo fatto nascere, abbiamo ragionato insieme dello stato dell’editoria per tanto tempo. Ci siamo lamentati, anche pubblicamente, ognuno per conto proprio rimbalzandoci a vicenda articoli, analisi e considerazioni, ma restando in qualche modo sempre isolati, ognuno nel proprio spazio, come d’abitudine fanno gli scrittori.
Ormai sono anni che si parla di una gravissima crisi dell’editoria. E anche se lo si è sempre fatto, la crisi attuale è davvero imponente e diversa. Non è più soltanto di ordine economico, no: è culturale ed è endemica. Chi fa o ha fatto parte di questo mondo sa di che si tratta, così come chi ne è stato travolto, perdendo il lavoro, i guadagni, trovandosi costretto a chiudere o a lavorare a libri dal valore discutibile, chiedendosi se non valga la pena di lasciare inediti i propri scritti futuri, o di pubblicarseli per conto proprio, rinunciando a entrare nelle librerie e nel tritacarne della distribuzione, della vendita, delle classifiche e compagnia bella.
Però diciamoci la verità, abbiamo passato tanto, troppo tempo a girare intorno a questo grande corpo inerte, chiedendoci quando sarebbero arrivati i soccorsi, immaginando miracoli, consolandoci solo con la droga pesante dell’invettiva, che ha ormai assuefatto molti di noi, tanto che quel gigantesco cadavere di elefante che è qui con noi nella stanza non lo vediamo nemmeno più.
E quando mi sono seduto a scrivere questo editoriale, insomma, sapendo che tra poche ore andiamo online, consapevole della potenza di questa idea, forte del supporto dei molti amici che ci hanno creduto fin da quando era un embrione deforme e pieno di buchi, sono stato travolto dalla noia mortale di ritrovarmi a scrivere l’ennesimo pippone contro il sistema editoriale attuale.
Non lo farò. Non ora, non qui. Questo progetto è una scommessa, ma quello che ha spinto noi che abbiamo creato Progetto Santiago a saltare nel buio è proprio un sentimento opposto al mugugno e al lamento. È stata la stanchezza? No: è stata la vitalità: la voglia di fare, di cambiare strada, in nome della consapevolezza che ogni artista, ogni scrittore ha, dovrebbe avere, la consapevolezza che un’altra strada c’è sempre.
E adesso abbiamo cose da fare, tantissime. C’è da riguadagnare la fiducia di un numero impressionante di lettori che hanno smesso di leggere; c’è da ricominciare a pensare ai libri e alle storie, in tutti i modi che ci verranno in mente; c’è da fare di nuovo il nostro mestiere. Siamo scrittori, non mercanzia; siamo editori, non imbonitori; siamo lettori, non spettatori inerti.
Mentre state leggendo, questo progetto è online, e noi siamo già all’opera. Ma ci teniamo a dire fin da subito, e ripeteremo sempre, che non siamo un gruppo chiuso: siamo già in tanti ma vogliamo che altri scrittori e artisti si aggiungano. Come abbiamo scritto in vari angoli di questo sito: Progetto Santiago non è un’azienda, è un’idea, e come tale potete farla vostra.
In questo sito troverete tutte le informazioni, a cominciare dalla descrizione e presentazione del progetto stesso, ma anche le nostre prime attività: un evento-concerto di presentazione che si svolgerà a Savona; i primi tre corsi a cui potete già iscrivervi; una sezione dedicata a nostri brevi scritti inediti, che parte con cinque testi e sarà aggiornata nelle prossime settimane periodicamente.
Poi, stiamo lavorando a una nuova casa editrice, che vuole essere tanto tradizionale quanto d’eccezione, interamente gestita da scrittori e dedicata principalmente a testi di autori italiani contemporanei, per la quale è già attiva la valutazione dei manoscritti a cura del nostro Comitato di lettura (coordinato da Paola Ronco), e che prevede anche una collana di saggistica (a cura di Claudia Boscolo) e una collana dedicata alla letteratura straniera (a cura di Marino Magliani), già in lavorazione. Altre ne arriveranno, man mano che il progetto crescerà: vorremmo aprire al fumetto, alla poesia, ai testi teatrali.
Si può fare, facciamolo.


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